- BADDE 'E SALIGHES -
Il nome di Badde 'e Salighes è legato all'intraprendenza,
all'intelligenza e alla lungimiranza di un ingegnere inglese,
Benjamin Piercy, originario di Trefeglwys, un paese della contea di
Montgomery nel Galles, dove era nato il 16 marzo 1827. Figura nota
soprattutto per la sua genialità nel redigere i progetti più arditi
per la costruzione delle ferrovie in diverse parti del mondo, in
Inghilterra dove ebbe inizio la sua attività professionale, in Francia,
Spagna, India, Birmania, sud America e ovviamente in Sardegna.
Nel 1862, in un Regno d'Italia appena proclamato, Benjamin Piercy ebbe
l'incarico, da parte della società del gruppo Semenza, una compagnia
italo-inglese incaricata dal governo di Quintino Sella, della
costruzione e la gestione delle ferrovie, di cui era concessionaria,
di redigere un progetto di massima del tracciato delle strade ferrate
che avrebbe dovuto collegare Cagliari con Sassari e Porto Torres
comprese le diramazioni per Decimomannu, Ozieri, Iglesias e Terranova
(l'attuale Olbia).
L'ingegner Piercy giunse in Sardegna nel febbraio del 1865 e a questo
viaggio ne seguirono molti altri, sempre più frequenti e con lunghe
permanenze che lo portarono, negli anni successivi, a un sempre
maggior interessamento verso settori che esulavano da quello delle
strade ferrate.
Alla fine del decennio si stabilì definitivamente in
Sardegna con tutta la famiglia anche per seguire da vicino i lavori
poiché, nel frattempo, era diventato socio della compagnia
concessionaria.
Nel periodo fra il 1879 e il 1883 concluse l'acquisto delle tenute di
Badde 'e Salighes e Padru Mannu, nel Marghine, che in seguito
sarebbero stati i centri più importanti di un'azienda agricola di
oltre 3.700 ettari, ricadenti in gran parte nel territorio di Bolotana.
Negli anni successivi impiantò un'azienda agricola fra le più estese e
razionali di tutta la Sardegna, e che forse aveva pochi esempi anche
nel Mediterraneo, utilizzando in gran parte lavoratori dei comuni di
appartenenza dei terreni. La sua presenza in Sardegna costituì un fatto
del tutto nuovo nel mondo agro-pastorale, che, se gli operatori del
settore di allora ne avessero capito l'importanza è probabile che le
strutture arcaiche di un'economia di sussistenza avrebbe avuto ben
altro impulso.
L'azienda Piercy fu una delle poche unità produttive improntate a
criteri di razionalità, attrezzata modernamente e realizzata con
notevoli investimenti di capitali. L'ingegnere dimostrò una grande
capacità imprenditoriale, una particolare passione per la trasformazione
agraria dei terreni finalizzata all'attività zootecnica e alla
silvicoltura.
A lui si deve la valorizzazione delle razze equine e
il miglioramento delle razze bovine, suine, ovine e caprine con
l'inserimento di specie provenienti dall'Inghilterra, dalla Svizzera
e da Malta. Inoltre si interessava a esperimenti genetici particolari
come l'incrocio tra muflone e alce e tra muflone e cerva che ha
prodotto degli esemplari, descritti da Robert Tennant, un esperto
dell'epoca, degni veramente di maggior attenzione anche ai giorni nostri.
Per queste sue attività imprenditoriali, che non aveva riscontro nel
Marghine e forse nell'isola, fu insignito di diverse onorificenze fra
cui ricordiamo la cittadinanza onoraria concessagli dal Comune di
Bolotana con deliberazione del 2 maggio 1882.
Risale a questi anni la costruzione della villa in stile coloniale
inglese e la creazione del giardino circostante dove, accanto agli
esemplari della flora autoctona, il Piercy mise a dimora centinaia di
specie botaniche provenienti dalle terre dove era solito recarsi per
ragioni di lavoro, India, America, Africa oltre che dall'Europa.
Ecco che accanto al tasso, all'agrifoglio, alla roverella, al bagolaro
e all'acero viene fatta crescere la tuja dell'Himalaia, l'abete di
Spagna, il cipresso di Lawson, il libocedro, il bosso delle Baleari ecc.
seguendo i criteri più consoni per la creazione di un giardino all'inglese,
modello giustamente preferito a quello all'italiana, dove la natura
trova modo di esprimersi liberamente sapendo suscitare nel visitatore
delle emozioni di incredibile suggestione.
Allo stesso modo con cui curava le piante Benjamin Piercy sapeva
coltivare anche i rapporti umani.
Fra le sue frequentazioni più insigni
ricordiamo Giuseppe Garibaldi con il quale suggellò una già intima
amicizia facendo da padrino al figlio Ricciotti. C'è da pensare che,
molto probabilmente, l'eroe dei due mondi abbia soggiornato con
frequenza a Badde 'e Salighes, ospite dell'ingegnere per le battute di
caccia o per delle galoppate a cavallo lungo i sentieri dell'immensa
proprietà, considerato che un viaggio dall'isola di Caprera, dove in
quel periodo si trovava Garibaldi, alla montagna di Bolotana era
fattibile in poco più di mezza giornata utilizzando il treno da
Terranova (Olbia) fino allo scalo di Campeda, situato all'interno
della tenuta a poche centinaia di metri dal borgo di Padru Mannu.
Benjamin Piercy morì a Londra, dove si trovava ospite di alcuni
influenti amici, fra cui il sindaco, il 24 marzo 1888, suscitando il
cordoglio della gente, non solo nel Marghine dove era molto conosciuto
e stimato, ma anche in tutta la Sardegna. Lasciò un vero e proprio
impero, che aveva in Sardegna una parte cospicua, costituito in gran
parte da vasti appezzamenti di terreni, oltre alle tenute di
Badde 'e Salighes e Padrumannu, le più estese, comprendeva appezzamenti
di terreno a Macomer, Monti, Terranova, Solarussa e Chilivani.
Di notevoli proporzioni anche i possedimenti dell'azienda della foresta
d'Orìdda, in territorio di Domusnovas, che era di circa in terzo su
un'estensione totale di 4.888 ettari.
Dopo la sua morte, a causa di un testamento che si prestava ad essere
impugnato con estrema facilità, si scatenò una lotta fra gli eredi per
la spartizione del suo cospicuo patrimonio.
L'azienda fu affidata a un
gruppo di abili amministratori, in qualità di fidecommissari, fra i
quali spicca la figura di uno dei nove figli di Benjamin Piercy,
Henry Egerton, nato nel 1866 a Montgomery seppe continuare la strada
intrapresa dal padre con grande capacità ed intuizione, dal 1888 al 1904.
Henry Egerton amava risiedere in Sardegna e dimorava preferibilmente
a Cagliari in via Regina Margherita al n. 36, nel palazzo Zedda-Piras,
in quanto sede degli Uffici dell'Amministrazione Piercy.
Alla fine di tutte le vicende giudiziarie la spuntò il penultimo dei
nove figli dell'ingegnere che si chiamava Benjamin Herbert, maggiore
dell'esercito di Sua Maestà Britannica, il quale riuscì ad ottenere la
tenuta di Badde 'e Salighes, che aveva un'estensione di 3.328 ettari,
ed inoltre la tanca di Padrumannu, riunendo così nelle sue mani una
parte notevole dei beni che la famiglia Piercy possedeva in Sardegna.
Benjamin Herbert dimostrò una notevole capacità e passione nel saper
gestire un'azienda zootecnica moderna e razionale, aumentando le
potenzialità economiche con l'introduzione di macchine agricole per le
varie colture e nuove tecniche di gestione, e a dare impulso
all'attività casearia nel caseificio di Padrumannu dove venivano
lavorati migliaia di litri di latte, ovino e vaccino, per la produzione
di formaggi di vari tipi destinati all'esportazione e al consumo locale.
Servendosi della ferrovia che passava all'interno della sua azienda a
Campeda, il latte e i suoi derivati venivano fatti arrivare anche a
Cagliari dove esisteva una rivendita della famiglia Piercy: la Latteria
Padrumannu al n. 14 di Piazza Savoia.
L'amore per la natura e per gli animali che contraddistinse la famiglia
Piercy li portò ad organizzare corse di cavalli a Padrumannu,
avvenimenti poco frequenti a quell'epoca, richiamando folle di
appassionati e curiosi da tutta la Sardegna, destando l'interesse anche
della stampa locale. In questo campo i Piercy ebbero dei meriti notevoli
con la sperimentazione di incroci di cavalli purosangue che portò alla
creazione della razza anglo-arabo-sarda, che oggi ha assunto un valore
rilevante riconosciuto dagli esperti in ambito nazionale e
internazionale.
La decadenza dell'azienda ebbe inizio con Vera Piercy, l'ultima "regina"
di Badde 'e Salighes, figlia di Benjamin Herbert, che aveva sposato
il plenipotenziario della Santa Sede Francesco Mameli, di Oristano,
dagli anni '50 in avanti, in seguito alle leggi agrarie che tendevano
a smembrare le grandi proprietà latifondiste, ritenute improduttive,
per distribuirle ai contadini affamati di terra.
Ma forse il vero
motivo che portò alla dissoluzione di uno dei patrimoni più cospicui
e meglio gestiti della storia recente della Sardegna è da ricercare
nella scarsa propensione e nell'incapacità all'imprenditoria agricola
di una donna come Vera che amava la città, lo sfarzo e il lusso per
cui preferì vendere le tanche una per una e ridursi quasi in miseria.
La figlia di Vera, Giorgina Mameli, che ha sposato un esponente della
nobiltà veneta dei Giustiniani, ormai quasi settantenne, nonostante viva
a Vicenza da tanti anni, ha conservato, trasmettendole ai figli, una
nostalgia e un amore incredibile per Badde 'e Salighes e lo dimostra
in ogni occasione, sia nei frequenti viaggi nel Marghine, sia nei
discorsi di salotto, quando gentile e raffinata, intrattiene gli
ospiti venuti dalla Sardegna per chiedere notizie sul passato di un
luogo incantato e magico che popola l'immaginario dei giovani
bolotanesi degli ultimi decenni.
Nel frattempo le tanche dell'ex azienda Piercy furono in parte vendute
a privati e in parte, circa 1.400 ettari, date in gestione all'ETFAS
che dopo qualche anno le restituirà al comune di Bolotana e quest'ultimo
le assegnerà alle famiglie di pastori del paese. Siamo alla fine degli
anni '60 e lo smembramento della più grande azienda agricola del
Marghine sembra concluso, pur fra le polemiche degli allevatori esclusi
che, comunque, non manifestano la delusione in modo incivile e scomposto.
Anche gli oltre 80 ettari del parco intorno a Villa Piercy e le case del
borgo di Badde 'e Salighes furono venduti a proprietari di Bolotana,
Macomer, Bortigali, Silanus ecc. ma è subito chiaro che la destinazione
al tempo libero del fine settimana di pochi, o peggio al pascolo di
questa parte della vecchia azienda inglese, stava molto stretta a molti
che assistevano al degrado e alla distruzione di un patrimonio botanico,
storico e ambientale che andava al di là del suo valore di semplice
terreno agricolo.
In questo clima nasce, alla metà degli anni '80, l'idea di creare a
Badde 'e Salighes un Giardino Botanico Montano che salvaguardi le
specie arboree uniche in Sardegna, dia valore alla villa e alle
pertinenze annesse sia dal punto di vista architettonico che da quello
storico, consenta la fruizione turistica agli esperti ma anche agli
appassionati e crei i presupposti per un centro studi botanici di
rilevanza europea.
Per la verità il giardino di Villa Piercy fu portato all'attenzione
della comunità scientifica dal botanico sassarese Luigi Desole, che
negli anni '50 fece promuovere un appello della Società Botanica Italiana
in cui si chiedeva la protezione della montagna del Marghine.
L'istituzione di un Giardino Botanico Montano e di un Museo Botanico
fu proposto per la prima volta dal prof. Ignazio Camarda nella relazione
sulle aree di interesse naturalistico del Marghine e l'idea trovò pieno
consenso da parte dell'Amministrazione Comunale di Bolotana, nel cui
territorio ricade l'area, nell'Amministrazione Provinciale di Nuoro,
nell'Assessorato Regionale della Difesa dell'Ambiente e nella
Soprintendenza ai Beni Ambientali e Culturali di Sassari e Nuoro,
quest'ultima ha considerato l'area di Villa Piercy come giardino di
interesse storico.
La legislazione nazionale e regionale, frutto di una sempre più
massiccia richiesta di qualità della vita e di un ambiente più sano,
sembra venire incontro a questo progetto, e a tanti altri per la verità,
con l'emanazione della Legge Regionale n. 31/89, legge istitutiva dei
parchi in Sardegna.
Prendendo spunto da questa legge la Comunità Montana "Marghine-Planargia"
n. 8 di Macomer, negli anni 1991/93, decide di dare corso ad alcuni
progetti fra cui, appunto, la realizzazione del Giardino Botanico Montano
di Badde 'e Salighes e la valorizzazione delle conce di Bosa.
Nasce così il progetto-pilota CEE-Provincia di Nuoro con la seguente
motivazione: "Cooperazione e scambio di esperienze fra enti territoriali
della comunità concernenti attività di salvaguardia del patrimonio
storico e ambientale di zone costiere e montane, in funzione dello
sviluppo socio-economico e della valorizzazione turistica delle aree
interessate".
Con la L.R. n. 31/89, l'area di Badde 'e Salighes diventa parte
integrante del futuro parco "Marghine-Goceano" e riconosciuta come
monumento naturale e zona RIN (rilevante interesse naturalistico) che
è la qualifica più alta nei vari gradi di classificazione del
territorio dei parchi della Sardegna
La Comunità Montana n. 8 "Marghine-Planargia", con delibera della Giunta
n. 76 del 25/02/1994, dà luogo alla costituzione di un Comitato per
l'istituzione del Giardino Botanico Montano di Badde 'e Salighes
comprendente i seguenti enti:
1. Comune di Bolotana;
2. Comunità Montana n. 8 "Marghine-Planargia";
3. Provincia di Nuoro;
4. Regione Autonoma della Sardegna;
5. Università degli Studi di Sassari;
6. Università degli Studi di Valencia (Spagna);
7. Consolato del Regno Unito di Cagliari;
8. Associazione degli insegnanti di scienze naturali;
9. Associazione dei Musei Scientifici Italiani;
10. Associazioni delle Pro-Loco del Marghine.
Con un progetto redatto dal prof. architetto Fernando Clemente,
dal prof. Ignazio Camarda e dall'architetto Luciano Virdis, che si
avvalgono della collaborazione di una decina di esperti in pedologia,
idrologia, scienze forestali, zoologia, organizzazione museale ecc.,
sembra che la realizzazione dell'opera sia imminente e già si inizia a
parlare delle varie figure che dovranno essere assunte, del numero di
dipendenti, dell'attività di gestione e dell'utilizzo delle strutture
già esistenti.
Anche il danaro necessario a far partire il progetto viene reperito con
estrema facilità tramite i fondi di bilancio della Regione Sardegna,
5 miliardi, che vengono affidati all'Azienda Foreste Demaniali per i
primi interventi relativi all'acquisto della villa, delle case del borgo
e del parco attorno, nonchè alla recinzione dell'area.
Viene avviata la fase attuativa, si parla di prezzi, la villa costerà
fra i 400 e i 600 milioni, il terreno è valutato fra i 15 e i 20 milioni
per ettaro, le case a seconda delle condizioni attuali.
Le trattative proseguono finchè tutto si blocca. All'improvviso succede
qualcosa che a noi, comuni mortali, non è dato sapere. I terreni che
prima avevano un valore massimo di 20 milioni per ettaro lievitano
a 70 milioni, la villa da 500 milioni va a finire a 1,5 miliardi e anche
le case sono valutate tre volte tanto.
L'Azienda Foreste non ci sta più, a quei prezzi "da Costa Smeralda" non
si può trattare anche perchè i soldi finanziati non bastano più.
I politici della Comunità Montana e dei comuni del Marghine l'accusano
di non saper gestire la faccenda o addirittura di voler dirottare i
soldi ad altre attività in territori diversi da quello di
Badde 'e Salighes. L'Azienda Foreste non si difende dalle pubbliche
accuse fatte attraverso giornali o altri organi di stampa, abbandona il
campo in buon ordine e lascia che siano altri a risolvere il problema.
Che cosa è successo? Come mai i privati proprietari della villa e dei
terreni di Badde 'e Salighes, dopo un primo momento in cui aderirono di
buon grado all'offerta di acquisto, peraltro onesta in quanto la
valutazione proveniva dall'Ufficio Tecnico Erariale, fatta dall'Azienda
Foreste che anzi maggiorò il tutto di un buon 20 per cento? Nessuno lo sa.
Qualcuno parla dell'intervento di qualche politico che aveva interessi
in loco, altri sospettano il boicottaggio di Macomer che si sente
tagliata fuori dal progetto a ambisce a valorizzare, di contro,
il Monte Sant'Antonio, ubicato nel suo salto, altri sostengono che
il "tradimento" dell'Azienda Foreste fosse reale, altri ancora parla
dell'incapacità dei politici preposti alla realizzazione del G.B.M..
Intanto il Consorzio fra enti, creato nel 1994, pare che non esista
più o comunque non è più in grado di operare perchè sono venute meno
alcune condizioni, per cui il referente unico è rimasta la Comunità
Montana n. 8 e forse il Comune di Bolotana.
Dove sta la verità? Una notizia giunta in questi giorni fa sapere che
alla metà del mese di novembre 2000 il finanziamento è salito
a 11 miliardi ed inoltre che è stato perfezionato l'acquisto
di Villa Piercy da parte della Comunità Montana n. 8.
Però è molto strano che una tale notizia, se confermata, sia fatta
passare in sordina. In genere per questo tipo di operazioni siamo
abituati a proclami molto amplificati dai mass media, specie in periodo
elettorale.
Mentre le notizie si susseguono ai silenzi (lunghi) il degrado di
Badde 'e Salighes continua inesorabile senza che nessuno riesca a
fermarlo. Il parco è in totale stato di abbandono, vi pascolano animali,
vi si tagliano le piante, si asporta la terra per i vasi;
la villa è ormai cadente, il tetto è in parte crollato, gli affreschi
alle volte ormai inesistenti, porte e finestre non ci sono più;
i vandali hanno saccheggiato l'interno portando via ringhiere,
camini antichi e quanto si poteva asportare. All'esterno sono spariti
i cippi funerari in pietra di epoca romana (II secolo d.C.) che
l'ing. Piercy aveva prelevato nella montagna di Bolotana e che ora
sono finiti in qualche villa al mare di proprietà di
qualche "amante" dell'archeologia e della natura.
Bolotana, dicembre 2000
A cura del GRUPPO "ARCHEO-AMBIENTE" di Bolotana
Associazione Culturale "SOCIETA' APERTA" di Bolotana
Associazione Turistica "PRO-LOCO" di Bolotana
Iscritti e simpatizzanti del WWF di Bolotana
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