- LA FLORA -
Dalla metà del 1800 si hanno le prime citazioni sulle indagini botaniche sul
Marghine (Moris) che fino ad oggi hanno portato alla classificazione di circa
800 entità vegetali diverse, su 2000 della flora sarda.Gli studi si sono
intensificati nella seconda metà del secolo scorso con Desole, Valsecchi,
Corrias, Picci, Camarda, Falchi, Chiappino, Dolcher ed altri, con numerose
pubblicazioni di grandissimo interesse, fra le quali, segnaliamo per
specificità "Quaderni bolotanesi" (Francesco Falchi), "Biotopi di Sardegna"
(Ignazio Camarda e più) e "Il giardino botanico montano di Badde Salighes"
(Ignazio Camarda), dove viene analizzata in modo particolare la flora montana
di Bolotana.
Alberi:
Roverella
Quercus pubescens Willd.(In sardo Kercu)
E' sicuramente la specie più diffusa tra le piante d'alto fusto.
Infatti vegeta a partire da un'altitudine di 250 metri slm. fino a
punta Palai (1200), talvolta sporadica, spesso in associazione con
altre specie, ma la sua massima diffusione si ha nella parte cacuminale della
catena del Marghine, soprattutto nel versante settentrionale (Sa Serra)
con boschi estesi ad Oseddo, Abba Lughia, Sos Calarighes, Funtana Olostru,
Sos Chircos, Pedru Oe ecc.
Gli esemplari monumentali si possono ammirare a Sos Bados, Abba Ia,
Sas Costas, dove alcune piante raggiungono e superano i 450 cm. di
circonferenza misurata a petto d'uomo.
Leccio
Quercus ilex L.(In sardo Elighe)
Anche se meno diffusa della roverella, il leccio forma le coperture vegetali
più importanti del versante sud della montagna di Bolotana, salvaguardando il
suolo scosceso dall'erosione e dal degrado. Il Bosco più esteso è conosciuto
dai bolotanesi come "S'Elighinu", anche se cartograficamente comprende diverse
località meno note (Ferulas, Bonnai, Sas Chias, Coghina Filighes, Castula,
Luna Lechere, ecc). Meno presente nelle quote più elevate, come nel versante
nord della montagna, dove lo si individua talvolta in piante isolate, anche di
notevoli dimensioni, slanciate come se fossero cresciute in una perticaia;
questi relitti stanno a dimostrare che in tempi andati in questi territori
(Funtana Ona, Funtana Edra, Su Chivarzu, Sos Bilighinzosos) vi fossero delle
formazioni vegetali ben più importanti.
Sughera
Quercus suber L.(In sardo Suerzu)
Specie particolarmente protetta (L.R. 9/2/94 n.4) per la sua attitudine al
reddito costante derivante dal sughero, prodotto che è alla base della
floridissima industria sughericola sarda nella produzione dei tappi per
bottiglie e di innumerevoli altri derivati. Essa vegeta in quote tra i 200
ed i 400 metri s.l.m. senza mai raggiungete una densità di piante tali da
definirla formazione boschiva, tranne qualche piccola eccezione a Sas Piras.
La ritroviamo poi tra i 600 e gli 800 metri, a Nueradorzu e Olitto, dove si
può riscontrare il carattere boschivo della formazione e dove si ha anche la
produzione qualitativamente migliore. A queste quote, all'interno del bosco
comunale (Su Padru) è facile distinguere le sporadiche sughere che vi radicano
per la loro particolare decortica (asportazione della corteccia sugherosa)
che viene fatta con cadenza decennale.
Agrifoglio
Ilex aquifolium L.(In sardo Olostru)
E' presente a quote superiori ai 700 metri slm. e in misura maggiore nelle
regioni a nord di Punta Palai (Ortachis, Sa Pala Brusiada, Sos Chircos,
Mularza Noa, Sos Calarighes, Oseddo, Abba Lughia, Camorra, Badde Salighes,
Urpinos, ecc.). Prediligendo questa pianta ambienti freschi e umidi, è
facile trovarla lungo i corsi d'acqua e su quasi tutto il versante nord
della montagna. Percorrendo il rio Biralotta, da Ortachis fino ad arrivare a
Urpinos, si incontrano esemplari maestosi, inseriti nel bosco che racchiude
le sorgenti perenni, nella fitta foresta che caratterizza la forra di
Mularza Noa ed il bosco del rio Urpinos. Altrettanto suggestivi sono i
boschi fittissimi di Oseddo e Badde Salighes dove spesso si possono notare
ceppaie di agrifoglio con centinaia di polloni alti fino a sei metri e con
diametri intorno ai 10 centimetri.
Acero trilobo
Acer monspessulanum L.(In sardo Aera)
Altrettanto rappresentativa della vegetazione di questi ambienti montani,
questa specie vegeta con vigore negli spazi aperti e nei boschi (Sa Serra)
quasi a competere per gli spazi, spesso in ugual misura, con la roverella.
Dal giallo colore della fioritura primaverile al rosso dell'autunno,
tantissime sfumature, passando per il verde, per creare una scenografia di
colori unica nella nostra regione.Gli esemplari più vecchi si possono vedere
ad Abba Ia (versante Sud) e a Badde Salighes in un giardino privato della
borgata.
Tasso
Taxus baccata L.(In sardo Niberu)
Sono sicuramente foresta primaria gli ambiti dove ancora vegeta questa
specie molto longeva e di lentissimo accrescimento. Mularza Noa e
Badde Salighes sono sicuramente un raro esempio di conservazione di un tipo
di vegetazione relitta del periodo terziario, dove i tassi, con esemplari
millenari che talvolta raggiungono i sette metri di circonferenza, hanno
un ruolo di spicco. Tassi isolati nella zona che sovrasta la cascatella,
emergono dai pascoli governati dalla felce aquilina e dalla carlina, come in
tutto il bosco circostante da Ortachis a Papude.
Castagno
Castanea sativa Miller(In sardo Castanza)
Nel bosco di Badde Salighes è sicuramente stata introdotta dai Piercy circa
un secolo fa per scopi agrari e forestali; oggi non ha più queste funzioni.
Molto rara in tutta la campagna.
Nocciolo
Corylus avellana L.(In sardo Nunzola)
Come il castagno, introdotto a Badde salighes, forma un piccolo boschetto a
ridosso del castagneto. Raro nel resto dell'agro.
Perastro
Pyrus amygdaliforms Vill.(In sardo Pirastru)
Molto diffuso nella pianura coltivata dove spesso viene utilizzato come
porta-innesto per varietà coltivate. Meno presente nella parte montana,
anche se vegeta fino a 1200 metri s.l.m..
Poco presenti:
Bagolaro (Celtis australis L.-In sardo Surzaga)
Olmo (Ulmus minor Miller-In sardo Ulumu)
Orniello (Fraxinus ornus-In sardo Frassu) - Su Padru;
Salice fragile (Salix fragilis L.) - lungo i corsi d'acqua;
Salice bianco (Salix alba L.) - lungo i corsi d'acqua.
Più rari invece:
Salice atrocinereo (Salix atrocinerea Brot.-In sardo Thoa) - lungo i corsi d'acqua;
Ciavardello (Sorbus torminalis L. In sardo Morichessa) - Mularza Noa (Forra), Badde Salighes e Sa Serra;
Ciliegio selvatico (Prunus avium L. In sardo Prunitza) - Mularza Noa (Forra);
Melo selvatico (Malus dasyphilla Borkh. In sardo Melinchedda) - Ortachis, Sos Calarighes;
Altre specie arboree introdotte a Badde Salighes:
Abete bianco (Abies alba Mill.)
Abete greco (Abies Cefalonica J.W.Loudon)
Abete di Spagna (Abies pinsapo Boiss.)
Abete del Caucaso (Abies nordmanniana (Steven) Spach)
Cedro dell'Atlante (Cedrus atlantica (Endl) Carrière)
Cedro dell'Hymalaya (Cedrus deodora (D.Don) G. Don fil.)
Pino d'Aleppo (Pinus halepensis Mill.)
Pino nero (Pinus nigra Arnold)
Pino marittimo (Pinus pinaster Ait.)
Pino domestico (Pinus Pinea L.)
Ginepro della Virginia (Juniperus vinginiana L.)
Cipresso (Cupressus sempervirens L.)
Cipresso della California (Chamaecyparis lawsoniana (Murray) Parl.)
Tuia occidentale (Thuja occidentalis L.)
Tuia orientale (Thuja orientalis L.)
Calocedro (Calocedrus decurrens(Torr.) Florin)
Pioppo cipressino (Populus nigra L. ssp. Italica ((Duroi) Asch. Et Graeb.)
Pioppo bianco (Populus alba L.)
Pioppo canadese (Populus canadensis Moeech.)
Noce (Junglans regia L.)
Ontano nero (Alnus glutinusa (L.) Gaertner)
Faggio (Fagus sylvatica L.)
Magnolia (Magnolia grandiflora L.)
Prugno canino (Prunus mahaleb L.)
Albero di Giuda (Cercis siliquastrum L.)
Robinia (Robinia pseudo-acacia L.)
Acero americano (Acer negundo L.)
Sicomoro (Acer pseudoplatanus L.)
Ippocastano (Aesculus hippocastanum L.)
Bosso (Buxus sempervirens L.)
Frassino maggiore (Fraxinus excelsior L.).
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