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- I QUADERNI BOLOTANESI -

Nell'ambito delle pubblicazioni a carattere culturale, la rivista dei "Quaderni Bolotanesi" rappresenta uno degli aspetti più significativi, a livello isolano e non solo, sia dal punto di vista della qualità del prodotto sia nella quantità degli articoli proposti. Il primo numero fu pubblicato nell'anno 1975 dal dott. Italo Bussa, suo ideatore, redattore e autore della gran parte di articoli, nella veste di presidente del comitato per i festeggiamenti dei Santi Bachisio e Isidoro, che riuscì a coinvolgere tutti gli altri componenti nell'attività editoriale abbastanza inusuale e sicuramente nuova per un organismo che era chiamato a svolgere dei compiti notevolmente diversi come quello di procurare del danaro per organizzare la festa. Gli articoli di questo primo numero avevano come argomento principale il paese di Bolotana, e non poteva essere diversamente, l'origine, la storia derivata dai primi documenti scritti e dalle leggende popolari, la toponomastica, l'origine del culto di San Bachisio, la chiesa, sos gòsos, nonchè i documenti relativi alla vendita della montagna all'ingegnere gallese Benjamin Piercy. Pur non essendo molto corposi e approfonditi questi articoli, quasi tutti firmati da Italo Bussa, suscitarono una notevole curiosità, presso i bolotanesi di ogni età, livello culturale e ceto sociale. Per la prima volta si parlava della storia del paese, delle sue origini, dei cognomi esistenti tre secoli prima, delle sue radici. In questo primo numero è contenuto, a mio parere, anche il manifesto di quelli che saranno gli argomenti futuri che troveranno spazio nella rivista, allargando l'area di studio a tutta la Sardegna ed esprimendo dei contenuti dotati di sempre maggiore spessore: la storia, la sociologia, l'antropologia, l'etnologia, l'archeologia, la politica, l'economia, la toponomastica, la linguistica, la cultura in genere. Per scrivere gli articoli venivano chiamati dei personaggi sempre più autorevoli nelle varie discipline che la rivista proponeva ai suoi lettori che, nel frattempo, avevano superato lo stretto ambito locale e trovava estimatori in tutta l'isola e anche fuori. Giovanni Lilliu, Alberto Merler, Paolo Pillonca, Luciano Carta, Nino Carrus, Pietro Soddu, Lorenzo del Piano, Bachisio Zizi, David Moss, Massimo Pittau, Manlio Brigaglia, Alberto Contu, il sociologo giapponese Michinobu Niihara, lo storico spagnolo Josè Camarena Mahiques, lo stesso Italo Bussa che con grande solerzia fruga presso gli archivi storici alla ricerca di documenti in grado di fornire elementi utili tali da poter elaborare un articolo. Questi sono solo alcuni dei nomi che hanno decretato il successo della rivista, ma non si possono dimenticare tutti quegli studenti che hanno permesso la pubblicazione, anche se parziale, della propria tesi di laurea avente argomento adatto per i "Quaderni". Con la pubblicazione dell'anno 2002 i "Quaderni Bolotanesi" hanno raggiunto il numero 28, cioè il 28° anno di attività senza alcuna interruzione ma addirittura con un incremento progressivo della quantità e della qualità degli articoli. Nell'anno 1999, con la pubblicazione del 25° numero, è stato stilato il seguente bilancio: 40.600 copie stampate, 8.400 pagine scritte calcolate al netto della pubblicità, 459 articoli pubblicati, 263 autori che hanno collaborato alla produzione della rivista. Un risultato di tutto rispetto che non trova riscontro in nessun'altra pubblicazione nell'isola. Dal punto di vista economico la rivista si regge con i proventi ricavati dalla vendita delle pubblicazioni e dalla pagine destinate alla pubblicità che gli operatori imprenditoriali, enti pubblici e privati chiedono di poter utilizzare per far conoscere i loro prodotti. Considerato che l'associazione non ha scopi di lucro gli avanzi di gestione che si dovessero verificare vengono utilizzati per il perseguimento degli scopi sociali stabiliti dallo statuto. La rivista si avvale di una struttura organizzativa abbastanza semplice ma efficace: accanto a Italo Bussa, che è direttore, lavora un gruppo di intellettuali che ha formato l'Associazione Culturale "Passato e Presente", presieduta da Roberto Sedda e con sede a Bolotana, che, fra gli scopi previsti per statuto si propone quello di svolgere attività editoriali, e in tale ambito provvede a far stampare i "Quaderni Bolotanesi", ma non solo, rientra in questi compiti la pubblicazione di altri testi frutto di ricerche dei componenti il gruppo o di altri collaboratori che prestano la propria opera nel campo specifico della ricerca culturale. Il filone più ricco da cui attingere notizie è senz'altro l'archivio del fondo Osuna in Spagna che contiene una vasta documentazione sui feudi sardi appartenenti allo Stato di Oliva in Sardegna (Anglona, Osilo, Coghinas, Monteacuto e Marghine) e che, dalla seconda metà del Cinquecento, vede come protagoniste nel dominio del feudo le potenti dinastie dei Borja, duchi di Gandìa, dei Pimentel e infine dei Tèllez-Giron, duchi di Osuna. Da questa vasta attività di ricerca sono emerse delle notizie interessanti sull'economia, la politica, l'ordine pubblico, l'organizzazione sociale, la vita quotidiana, le usanze e i costumi della popolazione che viveva in questi territori durante il dominio spagnolo, attraverso la testimonianza scritta di migliaia di pagine che l'Associazione, dopo gli studi, l'analisi e la comparazione richieste, cercherà di mandare in pubblicazione negli anni prossimi. A riprova del successo dei "Quaderni Bolotanesi" c'è da sottolineare come ormai tutte le riviste pubblicate in Sardegna o le tesi di laurea di studenti, hanno come punto di riferimento gli articoli e le ricerche della nostra pubblicazione, che sistematicamente citano nel riprodurre nei loro studi, nonchè tutti i vari tentativi di imitazione che molti paesi hanno cercato di attuare con esperienze editoriali che duravano uno o due anni e poi scomparivano, a dimostrazione della consolidata particolarità o, diremmo quasi unicità, della rivista bolotanese. -
Per qalsiasi domanda o richiesta riguardante i Quaderni Bolotanesi i riferimenti sono:
Direzione, Dott. Italo Bussa / e-mail: bussa.i@tiscali.it






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