- PROFILO DEL TERRITORIO -
Il territorio di Bolotana gravita nell'area geografica del Marghine
ed occupa il settore centro occidentale della Sardegna.
Ha un'estensione di 10.852 ettari, distribuiti lungo la direttiva
nord-ovest e sud-est, fra la catena del Màrghine e la sponda destra
del fiume Tirso, ha una popolazione di circa 3.500 abitanti.
Il punto più elevato del suo territorio è il Monte Palài
(1.200 mt. s. l.m.), quello più basso lo si può riscontrare
lungo le sponde del fiume Tirso (150 mt. s.l.m.).
Il paese sorge lungo il pendio di una collina a 472 mt. di altitudine.
L'ambiente naturale presenta una varietà climatica, faunistica,
botanica e paesaggistica molto interessante e diversificata a seconda
della zona che si attraversa. La pianura, pur essendo da secoli
utilizzata dall'uomo per le attività agricole, è ricca ancora di
endemismi tipici che troviamo lungo i corsi d'acqua che
l'attraversano da nord a sud e in modo particolare sulle sponde
del Tirso, il fiume più grande della Sardegna. Frequente è la
presenza di cannito, giunchi maschi, uda e altri fra le specie
botaniche, mentre quelle faunistiche fanno registrare un
consistente numero di lepri selvatiche, testuggini d'acqua dolce,
anatre selvatiche (anàde), galline prataiole (puddu campìnu),
arenàrza, ecc.. Per chi ama la pesca qui abbondano le tinche e
le carpe. Spesso troviamo gruppi di aironi che, partendo dagli
stagni di Cabras nell'Oristanese, risalgono il Tirso e si fermano
qui per l'abbondante cibo a disposizione.
Il panorama cambia completamente man mano che si avanza in direzione
nord-ovest, verso la catena del Màrghine che si preannuncia con un
sistema collinare molto vasto e caratteristico dal punto di vista
ambientale e paesaggistico. Qui l'elemento naturale è stato integrato
in modo mirabile dal lavoro dell'uomo che ha saputo plasmare, con mano
sapiente e lungimirante, un terreno aspro e selvaggio in un ambiente
rurale produttivo riuscendo a conservare l'aspetto e la funzione che ha
avuto per millenni. La montagna si presenta come un altipiano ricco di
acque, di boschi, di animali selvatici e di panorami che proiettano lo
sguardo sui grandi spazi che abbracciano un territorio vastissimo che,
nei limpidi mattini d'estate, consentono di vedere il mare, a occidente,
e le montagne della Corsica. a nord.
Fino all'arrivo dell'industria nel 1970, localizzata nella Media Valle
del Tirso, nella pianura che degrada verso Ottana, Bolotana conservava la
sua vocazione secolare di paese agricolo e pastorale.
La laboriosità dei suoi abitanti, conosciuta in tutti i paesi del
circondario, consentì lo sfruttamento razionale del suo territorio:
la piana venne utilizzata per la coltivazione del grano, orzo, avena,
fave e ortaggi; nella collina furono impiantati vigneti, oliveti,
frutteti, mentre la montagna fu utilizzata per la legna, le ghiande e
tutti gli altri prodotti che poteva offrire il bosco. Inoltre la maggior
parte di questi terreni furono sfruttati anche come pascoli per ovini,
bovini, caprini e suini in una ingegnosa alternanza con cadenza biennale
definita "bidattòne" e "paberile".
Questa organizzazione dell'attività produttiva con il supporto della
"soccida", una sorta di società costituita da più soggetti, in genere
in numero di quattro che si alternavano a due a due nella conduzione del
bestiame, consentì la presenza di una figura che si dedicava, a settimane
alterne, sia alla pastorizia sia all'agricoltura.
Il risultato di questa filosofia permetteva la raccolta di una varietà di
prodotti agricoli che dava modo alle famiglie bolotanesi di avere provviste
abbondanti e diversificate senza dover ricorrere al baratto con gli
abitanti di altri paesi.
Fino alla metà degli anni '60, quando l'arrivo dell'emigrazione tolse al
paese le forze migliori, Bolotana era definita il "granaio della provincia
di Nuoro" e riuscì a versare agli ammassi una quantità di grano che
andava da 120 a 150 mila quintali, oltre, naturalmente, al prodotto che
veniva tenuto nei granai per la provvista familiare e per la semina.
L'arrivo dell'industria, appena qualche anno dopo, diede il colpo di
grazia a questa mirabile organizzazione economica e sociale, distruggendo,
forse irrimediabilmente e senza fornire delle alternative altrettanto
valide, i valori di una cultura secolare basata sulla solidarietà e che
traeva dalla campagna le sue risorse per vivere.
Dopo l'esperienza industriale degli ultimi 30 anni, che ha disatteso le
aspettative di quanti hanno investito le proprie speranze di sviluppo,
il paese di Bolotana guarda nuovamente al proprio territorio per
riscoprire risorse e opportunità che siano in grado di ricreare un
tessuto economico, sociale e culturale secondo la tradizione ma alla
luce dei bisogni attuali. L'artigianato, l'archeologia e l'ambiente,
con la creazione del Giardino Botanico Montano di Badde 'e Salighes e
il Parco Marghine-Goceano, finalizzati ad uno sfruttamento turistico,
sono gli obiettivi da raggiungere nel prossimo futuro.
Gli anni 2000 saranno in grado di dirci se questa è la carta giusta
da giocare per dare nuova linfa al tessuto sociale ed economico e
riprendere quel filo interrotto della propria identità culturale di una
comunità che ha bisogno di riappropriarsi del suo passato. -
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